Le domande frequenti delle mie clienti - Paroladordine

Cosa mi chiedono più spesso le mie clienti

Le mie clienti decidono di lavorare con me perché vogliono migliorare il loro rapporto con il tempo: capire come lo stanno vivendo, scoprire i loro desideri, trovare le loro priorità, decidere quando fare cosa, prendersi cura di sé e di tutti i loro progetti. Le domande frequenti delle mie clienti sono particolari, perché riguardano alcuni aspetti della vita quotidiana: la preparazione dei pasti, la “dipendenza” dal telefono e l’organizzazione di casa.

Quando me ne sono accorta, confesso di essermi stupita: mi aspettavo soprattutto questioni legate alla multipotenzialità; poi, pensandoci bene, ho notato che tutti e tre questi problemi dipendono e influiscono anche sul nostro modo di essere.

Le domande frequenti delle mie clienti: la preparazione dei pasti

Le mie clienti sono tutte donne con un lavoro, una casa, una famiglia, figli (e genitori), un grande progetto e piccoli progetti collaterali. Una delle attività che più sentono come “perdita di tempo” quotidiana è la preparazione dei pasti: quelle due-tre ore al giorno che potrebbero invece usare per portare avanti ciò che amano e le diverte.

Di solito mi chiedono come organizzarsi per preparare in anticipo i pasti, sia chi ama cucinare e lo fa volentieri, sia chi non ne ha piacere, sia chi non cucina ma delega a un familiare il compito. Vorrebbero concentrare in una sola volta il più del lavoro, dedicare poi pochi minuti a ogni pasto e liberare tempo prezioso per fare altro (leggi progetti).

Non sono una cuoca né una consulente di organizzazione specializzata in preparazione dei pasti, ma anch’io mi sono posta la stessa domanda e ho cercato alcune soluzioni. Ne propongo tre, che possono essere combinate tra di loro:

  • meal prep (= “preparazione dei pasti”). È una tecnica che permette di cucinare in un unico giorno i pasti dell’intera settimana e di conservarli con attenzione in frigorifero o congelatore. Siccome la preparazione dura qualche ora, questa soluzione piace soprattutto a chi ama cucinare;
  • fare scorte. Con questo metodo cucini non solo la porzione del giorno ma una o due in più, da conservare in frigorifero o congelatore. È la soluzione migliore per chi non ama stare ai fornelli;
  • piatto unico. Consiste nel cucinare un pasto solo che contenga tutti i nutrienti fondamentali (carboidrati, proteine, verdure), invece di antipasto, primo e secondo. La soluzione più furba e veloce che ci sia.

Naturalmente, una buona organizzazione prevede anche la pianificazione del menu (meglio secondo i consigli di bio-nutrizionisti) e una spesa mirata.

Ognuna delle mie clienti ha scelto il metodo che più è in linea con il loro stile di vita e le loro preferenze. Personalmente ho deciso di cucinare, per mezz’ora ogni giorno, il piatto unico del pranzo e le verdure per la cena, facendo scorte soprattutto in estate e di alimenti lunghi da preparare (come i legumi o il riso integrale).

Le domande frequenti delle mie clienti: la “dipendenza” dal telefono

Un’altra perdita di tempo molto sentita è stare troppo tempo al telefono a scorrere immagini e video sui social. È il problema più difficile da risolvere, perché è un’abitudine che dà una ricompensa immediata e nasconde spesso altre cause di natura emotiva. Pensiamo di stare al telefono sono per cinque minuti, per rilassarci un po’ dopo una giornata intensa, e poi ci accorgiamo che sono passate ore. Ogni volta ci pentiamo, ci sentiamo incapaci e ci giudichiamo duramente.

In più, per noi multipotenziali, la rete costituisce una distrazione enorme come fonte di notizie e strumento di ricerca particolarmente ghiotto, da cui non ci staccheremo mai, mentre rincorriamo nuovi interessi, curiosità e informazioni scintillanti.

Dal mio punto di vista, la cosa migliore da fare non è eliminare del tutto questo problema, ma trasformarlo in una nuova abitudine, più sostenibile. Quindi trattarlo come un passatempo, cui dedicarci in momenti ben precisi della giornata, mirati al divertimento a all’esplorazione, oppure quando abbiamo tanto, tanto tempo disponibile. Perciò ti consiglio di:

  • decidere quando. La maggior parte delle mie clienti preferisce la sera, quando tutto è calmo e si possono rilassare;
  • decidere per quanto tempo. Una mezz’ora o un’ora, per non ricadere nella brutta abitudine di farsi assorbire dai contenuti all’infinito;
  • usare la tecnologia. Se all’inizio è difficile staccarsi, possiamo utilizzare il cronometro e l’allarme del telefono oppure limitare l’uso di alcune applicazioni direttamente dalle impostazioni.

Le domande frequenti delle mie clienti: organizzare casa

Mi chiedono spesso anche come inserire l’organizzazione di casa all’interno della struttura organizzativa quotidiana e settimanale. È un’attività che rimandano nel tempo e rischia di creare una situazione per loro invivibile, con conseguenti sensi di colpa e auto-giudizi poco piacevoli.

Organizzare casa richiede molto tempo, che noi multipotenziali preferiamo dedicare ai progetti o ad altre priorità. Spesso l’accumulo di materiali legati ai vari interessi aumenta la confusione e, di conseguenza, il bisogno di ordine.

Assieme alle mie clienti cerco di trovare il tempo giusto per loro, in modo da portare avanti questa attività corposa con calma e continuità:

  • quindici minuti al giorno, come propone la regola dei 15’ di Caroline Buchanan. Per non sentirsi sopraffatte dalla mole di lavoro, ma diluirlo poco alla volta con piccoli compiti quotidiani;
  • fine settimana. Per procedere più velocemente e dividere il progetto in passaggi più corposi; anche se così si sacrifica il tempo del risposo e del divertimento.

Le domande frequenti delle mie clienti e la quotidianità multipotenziale

Le domande frequenti delle mie clienti, sebbene all’inizio mi sembravano lontane dalla multipotenzialità, sono invece profondamente legate alla difficoltà multipotenziale di gestire se stesse e i loro mille interessi nella vita di ogni giorno.

La preparazione dei pasti è fastidiosa e l’organizzazione di casa è preoccupante perché rubano tempo ai nostri progetti, ma sono necessari per vivere bene; stare troppo tempo al telefono invece è un’abitudine che rischia di peggiorare la nostra vita, ma può essere ridimensionata e trasformata in divertimento ed esplorazione di nuovi mondi.

Quanti di questi problemi condividi con le mie clienti? Se pensi di aver bisogno di un aiuto, troviamo insieme una soluzione nella seconda parte di Tour Eiffel, il mio percorso per migliorare il tuo rapporto col tempo nella quotidianità e prenderti cura di te e di tutte le tue attività.

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Alessandra Noseda
alessandra@paroladordine.org

Sono una professional organizer specializzata nel tempo per multipotenziali: li aiuto a organizzare gli impegni perché possano cambiare il mondo grazie ai loro progetti innovativi.