19 Maggio 2026
Davvero vuoi a portare a termine tutte le cose iniziate?
Una delle sfide più grandi da affrontare per le persone multipotenziali è riuscire a portare a termine tutte le cose iniziate. Succede anche se metti in campo le tue risorse migliori, come concentrarti su un piccolo passo per volta (per esempio con la Tecnica dei 15’) e preparare liste per organizzarti il più possibile. Purtroppo, però, con te non funzionano, ti senti sempre più “una frana” e, alla fin fine, credi che l’unica cosa di cui hai bisogno sia semplicemente più tempo.
E se ti dicessi che c’è un motivo molto semplice per cui noi multipotenziali non riusciamo a vincere questa sfida? E che, in realtà, non è una vera sfida?
Davvero vuoi portare a termine tutte le cose iniziate?
Di solito le cose non concluse rimangono “accese” nel cervello e continuano a tornarci in mente nei momenti meno opportuni, mentre siamo concentrati a fare altro. Una volta completate, invece, si spengono e ce ne dimentichiamo. Questo fenomeno si chiama effetto Zeigarnik, dal nome della psicologa lituana che per prima se ne accorse e lo studiò, e descrive la tendenza della mente umana a ricordare azioni e compiti incompleti o interrotti con più facilità di quelli conclusi.
A noi multipotenziali, però, capita una cosa strana: a un certo punto alcuni progetti – seppur intriganti e ancora incompleti – smettono di tornarci in mente. Non è perché l’effetto Zeigarnik con noi non funziona, ma perché in realtà il nostro cervello sa che quel progetto è già concluso. La visita che non hai ancora prenotato ti torna in mente mentre stai parlando con l’amica, ma il progetto che non hai ancora finito no. Anzi, pensi solo al tuo nuovo interesse e sei già proiettata verso il prossimo.
Perciò la domanda sorge spontanea: davvero vuoi portare a termine tutte le cose iniziate? Oppure pensi che sia giusto completarle perché “si fa così”? Ovunque ti dicono che le cose iniziate vanno finite, anche solo per chiudere i cerchi, non pensarci più e dimostrarti capace. In fondo, a nessuno piace sentirsi inconcludente.
Portare a termine tutte le cose iniziate: un nuovo punto di vista
Il motivo per cui noi multipotenziali non riusciamo a vincere la sfida è proprio questo: il nostro cervello sa che alcune cose iniziate, in realtà, sono già concluse. Si tratta soprattutto di interessi, progetti, idee e passioni multipotenziali. Noi, però, non lo sappiamo (ancora).
Se ci pensi bene, non vuoi davvero portare a termine tutte le cose iniziate. Vorresti completare quel progetto appassionante per sentirti finalmente capace, efficiente e produttiva. Ma solo all’idea di lavorarci ti si stringe lo stomaco, ti senti a disagio e rimandi a un infinito domani.
Prova invece a cambiare prospettiva e a vedere le cose iniziate con occhi nuovi:
- non tutte le cose iniziate devono essere portate a termine. Distingui tra attività fondamentali della vita quotidiana e attività multipotenziali. Le prime ti permettono di vivere bene come persona, giorno dopo giorno, da sola e insieme agli altri. Ecco perché è importante finirle: prenotare una visita, pagare le bollette, consegnare una relazione, cucinare costituiscono la base della vita. Di solito sono quelle che portiamo a termine, anche se abbiamo “poco tempo” e non ci piacciono;
- non tutte le cose iniziate devono essere completate dalla A alla Z. Le attività multipotenziali non hanno una fine prestabilita e solo tu puoi decidere quando sono concluse. Perdi interesse in un progetto e non riesci ad andare avanti, non perché hai poco tempo o sei “la solita inconcludente”, ma perché hai già ottenuto ciò che desideravi. Non devi andare per forza fino alla Z perché gli altri dicono che “si fa così”: puoi fermarti alla L, perché L è il punto in cui hai soddisfatto ogni interesse.
Riesci già a portare a termine tutte le cose iniziate
Barbara Sher nel suo libro Refuse to Choose, dice che noi multipotenziali siamo come le api mellifere. Le api lasciano un fiore solo quando hanno preso ciò che serve, non importa se dopo due o venti secondi; se rimanessero sul fiore dopo averlo svuotato del nettare, sarebbero considerate inadempienti ai loro doveri: sono molto attente al loro compito, ma non si appassionano a ciascun fiore, si appassionano solo alla raccolta del nettare.
Noi non ci appassioniamo a ciascun interesse o progetto, ma alla raccolta della conoscenza. E quando la fase della scoperta è passata, non riusciamo a continuare perché in realtà abbiamo finito: rimaniamo su un interesse quanto basta per esserne soddisfatti.
Ecco perché riuscire a portare a termine tutte le cose iniziate, in realtà, non è una vera sfida: non hai bisogno di finire ciò che è già concluso, e non hai bisogno di più tempo ma di sapere quanto basta per te. Capire qual è il tuo q.b., cioè il tuo ritmo di varietà multipotenziale, è proprio quello che facciamo insieme nella prima parte di Tour Eiffel, il percorso che ho studiato apposta per accompagnarti alla scoperta della tua identità multipotenziale. Così trovare il tuo metodo per organizzare gli impegni nel tempo e prenderti cura di te e di tutti i tuoi progetti sarà più facile.
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